INTERIORS

31 agosto 2018

Pavimenti per esterni: classificazione e tipologie

Come anticipato nello scorso post, l'argomento che affrontiamo oggi è quello delle pavimentazioni per esterni. Saperne riconoscere la classificazione e la tipologia è fondamentale per poter scegliere quella migliore per le nostre esigenze. Infatti spesso, soprattutto in fase di ristrutturazione di un edificio, ci si concentra sullo "studio" di parti tecniche quali infissi, piastrelle, intonaci e finiture particolari per gli interni, mentre ciò che riguarda l'esterno non riceve la stessa attenzione. E invece è importante conoscere le prestazioni di quei materiali che per necessità devono essere più resistenti.

Intanto è importante tenere presente che quando si tratta di pavimenti per esterni la funzionalità vale tanto quanto l'estetica. Tutti i pavimenti per esterno devono essere idrorepellenti, antimuffa, resistenti al calpestio, ai carichi, agli agenti atmosferici e chimici.  Queste caratteristiche rispondono a parametri determinati da normative sia internazionali che comunitarie (ISO e EN); ma le due direttive a cui normalmente si fa riferimento sono le norme tedesche DIN 51097 e DIN 51130. La prima classifica la resistenza a scivolamento con calzature, la seconda senza calzature, e nascono per pavimentazioni di tipo industriale. Sono poi diventate uno "standard" per la classificazione della resistenza delle piastrelle. 
I due parametri che ci interessa conoscere sono la resistenza a scivolamento, indicata con R nella nomenclatura della piastrella, e la resistenza all'abrasione, indicata con PEI, che ci dice qual'è la migliore destinazione d'uso di quel prodotto (interno o esterno).


Immagine via Ceramiche PM

La classificazione 

La classificazione della resistenza a scivolamento dei pavimenti per esterni viene indicata con la lettera R seguita da numeri che vanno da 9 a 13:
  • R9     aderenza normale
  • R10   aderenza media
  • R11   aderenza elevata
  • R12   aderenza forte
  • R13   aderenza molto forte

L'indice PEI va invece da 0 a 5:
  • PEI 0   piastrelle sconsigliate per l'uso a pavimento (adatte quindi per rivestimenti)
  • PEI 1   aree soggette a basso calpestio senza scarpe o con scarpe pulite, come bagni o              camere da letto
  • PEI 2   aree soggette a calpestio con scarpe pulite o poco sporche, non adatti a cucine              e ingressi, e che comunque non hanno accesso diretto all'esterno
  • PEI 3   adatto a tutti gli ambienti di casa
  • PEI 4   adatto per uso domestico e commerciale (negozi)
  • PEI 5   resistenza massima, utilizzabile in tutti gli ambienti interni anche ad altissimo              calpestio (centri commerciali, aeroporti, hotel) e negli esterni
Orientativamente, una combinazione di PEI5 e R10-R11 può essere una scelta adeguata. 

I materiali
Le piastrelle per esterni non hanno davvero più nulla da invidiare a quelle per interni, ce ne sono per tutti i gusti da abbinare allo stile della vostra casa:

  • cotto e pietra naturale, i più classici
  • legno, che deve essere adeguatamente trattato e che sta particolarmente bene su terrazzi e a bordo piscina
  • calcestruzzo, scelta a volte obbligata quando non si ha molto budget, ma a cui può essere data una texture per renderlo particolare particolare
  • grès porcellanato, materiale jolly che permette di riprodurre praticamente ogni tipo di finitura e che assicura le massime prestazioni dal punto di vista delle proprietà
  • ghiaia, materiali compositi, sintetici, resine per outdoor
Immagini via Designmag, Dallavaconcept, Tilelines, Lionsinlipstick
La posa
La posa dipende sostanzialmente da cosa volete realizzare nel vostro esterno. Può essere a secco, galleggiante o con massetto se volete una pavimentazione uniforme come in un interno o se la pavimentazione del vostro giardino deve essere carrabile.  Nello specifico:

  • posa a secco su ghiaia, sabbia o erba. In questo caso non c'è bisogno di elementi di fissaggio, le piastrelle vengono semplicemente appoggiate sul sottofondo. Il sottofondo in questione, nel caso che sia  ghiaia o sabbia, deve essere ben livellato e con una leggera pendenza che aiuti ad incanalare le acque reflue. 
  • posa su massetto. Se l'area da piastrellare è carrabile, il sottofondo cementizio garantirà stabilità e tenuta.
  • pavimento galleggiante o flottante. Questa è un opzione da considerare se non volete mettere mano al sottofondo (pareggiare, livellare eccetera) o se avete necessità di mantenere una intercapedine tra il livello del terreno e il pavimento vero e proprio. Le piastrelle verranno appoggiate su appositi piedini regolabili che vi permetteranno di compensare eventuali dislivelli oltre a reggere il peso delle persone. Non è assolutamente adatto ai passi carrabili.

Il consiglio evergreen che do sempre in questi casi è di affidarvi ad un professionista dell'edilizia se non avete proprio dimestichezza con questo genere di cose (che è ovvio se dovete armeggiare con cemento e getti, ma non così scontato se volete apportare modifiche che vi sembrano di facile realizzazione ma potrebbero rivelarsi insidiose). 

Ora che avete una idea dei parametri da tenere in considerazione potete scegliere la pavimentazione più adatta alle vostre esigenze!


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